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L'EVOLUZIONE TECNOLOGICA ATTRAVERSO
LA STORIA  DELLE ARMI

Giovedi B – h: 16/18

Date:  14/11-28/11-12/12/2019-09/01/2020-23/01-06/02-20/02-05/03-19/03-02/04-23/04-07/05

 

Coordinatore: dott. Giorgio DONDI, Presidente dell’Accademia di San Marciano – Torino

 

Le armi, per la loro natura di mezzi primari sia per procurarsi il cibo, sia per difendersi, in tutte le epoche guidarono ogni sviluppo materiale. In ogni età si è avuta una ricaduta pacifica, ossia un’influenza di esse sui prodotti per la vita civile. I metalli, ora diffusi dovunque, ne sono la dimostrazione più chiara. E questo non è che uno dei molti esempi possibili.

Ma non fu solo questione di progresso materiale: le armi influirono su ogni aspetto del vivere umano. Nell’Alto Medioevo europeo esse erano riservate ai signori, padroni non solo della terra, ma delle persone stesse. Ad una cert’epoca, per motivi che tuttora gli storici dibattono, si ebbe una reviviscenza: la migrazione dalle campagne, l’artigianato risorto, commerci più vivaci fecero rinascere le città, prima decadute; tutti i rapporti umani videro un rinnovamento. In alcune aree si ebbero fermenti per liberarsi dalla servitù dei signori feudali; in Italia sorsero i Comuni, nelle Fiandre le Città libere: nomi diversi ma sostanze simili poiché tutti miravano ad autogovernarsi.

La storia delle armi aveva illustrato la vita del nobile cavaliere, le cui uniche attività erano la caccia e la guerra; ora riflette anche questo fenomeno nuovo e grandioso. I ‘borghesi’ di Comuni e Città, dediti piuttosto ai commerci, alla finanza, all’artigianato che non alla guerra, non allevavano destrieri e mancavano dell’addestramento necessario; in maggioranza, dunque, dovevano combattere a piedi. ‘Inventarono’ perciò una fanteria nuova, dotata di armi diverse da quelle delle fanterie del mondo antico e in grado di tener testa ai cavalieri in armatura.

Intanto si preparava un altro cambiamento non meno rivoluzionario: all’inizio del Trecento fu introdotta l’arma da fuoco, che sfruttava una fonte di energia nuova, l’energia chimica, che si aggiungeva a quella dei muscoli, umani o animali, dell’acqua in caduta e del vento. L’arma da fuoco è la prima macchina termica. Per parecchio tempo essa ebbe efficacia soprattutto psicologica (rumore, fiamma, fumo, diabolico puzzo di zolfo…), ma sarebbe stata migliorata: si sarebbe imparato a fare canne più lunghe per tirare più lontano e dispositivi di sparo raffinati, influendo su tutta la meccanica e la metallurgia. Anche queste, come già le armi difensive e le lame, si sarebbero fabbricate in serie. Di armi simili, perfezionate nel corso del tempo, si sarebbero equipaggiati tutti gli eserciti. E si sarebbero muniti i cacciatori poiché anche queste sarebbero state prodotte in serie in centri specializzati.

 

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